Notizie cronaca genova Liguria News Genova Post Sanremo News Riviera Sport Savona News Savona Sport Città della Spezia La Voce Apuana
LA REDAZIONE
telefono redazione 010 8935042
fax redazione 010 8934973
Ultimo aggiornamento ore 20.00 del 25 Aprile 2018

Carige annaspa, tra carte bollate e una difficile ristrutturazione

Carige annaspa, tra carte bollate e una difficile ristrutturazione

- Il 28 marzo, tra pochi giorni, ci sarà l'assemblea della Carige. L'ordine del giorno prevede il terzo aumento di capitale in pochi anni (in complesso più di due miliardi di euro per continuare a sanare la situazione tutt'altro che allegra della banca) e, ovviamente, il via libera all'azione legale contro il fondo americano Apollo e contro gli ex vertici dell'istituto (il presidente Cesare Castelbarco e l'ad Piero Montani) clamorosamente silurati dall'azionista di riferimento Vittorio Malacalza. La causa sarà lunga e complessa: come tutti sanno riguarda presunte irregolarità (e forse qualcosa di più) nella cessione del settore delle assicurazioni, vecchia palla al piede della Carige. Non sarà uno scontro agevole e ci vorranno forse anni per venirne a capo con schiere di avvocati specializzati e giochi processuali fatti di documenti, controdocumenti e valutazioni finanziarie. Nel complesso una brutta storia che si accoda al processo in corso contro l'ex presidente Giovanni Berneschi, già condannato in primo grado a più di otto anni.
Il vero interrogativo riguarda comunque la gestione della Carige che continua – diciamo la verità – ad annaspare in Borsa. La radiografia è quella d'un titolo che scende a livelli assai bassi, mentre si annunciano tagli, sforbiciate agli sportelli e al personale e come s'è detto aumenti robusti di capitale. Per il 2020 era stato annunciato il pareggio, ma l'obiettivo non sembra dei più facili. Qualcuno, anche in ambienti imprenditoriali, si chiede se la strategia sinora applicata che è quella di trattare l'istituto come una impresa industriale sia alla fine quella giusta. Si sa che Vittorio Malacalza è disposto a ridimensionare la Carige e di riproporla – piccola e sana – al mercato, soprattutto ligure. Ma funziona? I dubbi sembrano emergere. La banca ha perduto prestigio e mordente; è uscita dal ruolo pubblico; la Fondazione è una zattera senza soldi che naviga a vista senza produrre nulla sul piano della solidarietà e della cultura; i piccoli azionisti e i risparmiatori – un tempo il nerbo della banca che era nata con sentimenti quasi patriottici - sono, a voler essere prudenti, imbronciati e diffidenti. La banca poi appare come un edificio buio dove si comunica con il contagocce, ha una avara immagine di sé. Vittorio Malacalza è certamente onesto, corretto e capace: la sua lunga vicenda di imprenditore di successo lo dimostra senza ombra di dubbi. Ma la Carige da anni è ormai come un tavolo da gioco rovesciato con carte e fiches sparse sul pavimento. Raccattare e rimettere in ordine non è facile. Ma chi deve mettere in ordine è davvero capace di farlo?

Giovedì 23 marzo 2017 alle 12:30:52
© RIPRODUZIONE RISERVATA


Notizie Genova
































Uffici redazione: Palazzo Ducale, primo piano del cortile maggiore
Piazza Matteotti 9, 16123, Genova - tel. (+39) 010 8935042 fax (+39) 010 8934973

Per la tua pubblicità su Genova Post sfoglia la brochure

Privacy e Cookie Policy

Liguria News