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Ultimo aggiornamento ore 20.00 del 25 Aprile 2018

Corso Gastaldi, rivogliamo i negozi di vicinato

Corso Gastaldi, rivogliamo i negozi di vicinato

Genova - Il caro affitti abbassa le saracinesche in centro, si può leggere in un recentissimo articolo. Integrerei con un anche in centro. Poiché molti altri quartieri, strade di Genova hanno sviluppato da molto tempo questa non felice tendenza. E sembra che nessuno possa farci niente, se non constatare, periodicamente, con tono preoccupato questo fenomeno ed auspicare una svolta, senza però indicare strategie, iniziative utili ed efficaci per invertire la rotta. Non possiamo essere comodamente fatalisti, tantomeno su questioni che afferiscono ad aspetti produttivi, commerciali, di potenziale sviluppo della nostra società. Per analogia comparativa diretta, Corso Gastaldi era, fino a qualche decennio fa, incredibili a credersi, disseminata di negozi e botteghe. Certamente non si poteva enumerare tra le principali vie commerciali della nostra città ma era pur sempre caratterizzata da un deciso passaggio e da attività di diverso genere (persino una libreria), in particolare nel tratto sottoporticato. Anche l’esistenza di uffici pubblici nell’allora Palazzo USL incideva sensibilmente ed in senso positivo per la sua vitalizzazione. I tempi mutano ma, non si sa perché, tendono a non migliorare le condizioni civiche. Nonostante la tecnologia, il progresso che segue ogni nostro passo, pare di regredire sotto taluni, importanti aspetti. Forse facciamo troppe parole e troppi pochi fatti. Forse. Cito ancora l’articolo: c’è il rischio dequalificazione commerciale. La concorrenza di grandi catene, da un lato, e la pretesa di fitti elevati, da parte dei proprietari dei muri, annientano i negozi di vicinato (quei pochissimi che ancora resistono e non si sa per quanto). In Corso Gastaldi non ce ne sono più da anni. Resta sostanzialmente una strisciata di saracinesche chiuse, arrugginite ed utilizzate impropriamente come tele d’arte primordiale: graffiti inneggianti W qualcosa ed abbasso qualcos’altro. Avanzando l’idea (spero che nessuno me la soffi) di trasformare la strada in un museo d’arte contemporanea (tipo Biennale di Venezia), sollecito nel frattempo le Istituzioni, ciascuna per la rispettiva competenza, a mettere in atto azioni concrete per stimolare l’avvio di nuove attività in zona agevolando tutti i soggetti coinvolti, compresi i proprietari per la indispensabile locazione dei locali. Rilevo, sotto tale aspetto, la personale soddisfazione nell’aver ottenuto a fronte del costante impegno del nostro Comitato piccoli interventi di miglioramento delle condizioni del Corso. E’ fatto recentissimo, infatti, in decisa controtendenza, l’apertura di alcune nuove attività commerciali lungo i portici. Credo che la sensibilità di tutti, delle Istituzioni ma anche dei singoli, e non ultimi i menzionati proprietari dei locali, possa essere elemento sinergico di stimolo a contribuire nel recuperare ciò che è stato perso (per esempio, i fitti non incassati per i negozi fino ad oggi chiusi). Nessuno si senta escluso da tale responsabilità e, nel contempo, dalla conseguente soddisfazione di restituire a noi cittadini l’appartenenza al territorio, che solo il lavoro, l’operosità, la qualità della vita possono determinare.

Arch. Massimiliano Barbin Bertorelli
Promotore Comitato civico Corso Gastaldi & Dintorni

Lunedì 13 settembre 2010 alle 21:30:04
© RIPRODUZIONE RISERVATA


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