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Ultimo aggiornamento ore 00.08 del 24 Aprile 2018

L'Editoriale/Noi, abbandonati, abbandoniamo

L´Editoriale/Noi, abbandonati, abbandoniamo

- Nella guerra dell'immigrazione di massa il gioco è quello di lasciare a qualcuno il cerino in mano. La Francia, maestra di sciovinismo e Illuminista solo sui libri di scuola, sta fornendo l'esempio al resto del mondo: ignara dei patti d'amicizia che dovrebbero legarla all'Italia e, soprattutto, dimentica di essere la sola, sciocca e goffa protagonista del disastro nord africano, ha deciso di chiudere le sue frontiere e sciacquarsi le mani sporche nei flutti del mar Mediterraneo.
Eppure da François Hollande all'ultimo dei francesi, i nostri cugini d'oltralpe dovrebbero sentire sulle proprie coscienze il peso straziante del loro ruolo nella caduta di Gheddafi del 2011 e la conseguente distruzione di ogni minima possibile stabilità politica dell'intera area. Gli stessi francesi dovrebbero ben conoscere i propri strettissimi rapporti commerciali con la Libia e il posto da primattore della loro Total nel lucroso gioco petrolifero.
Ma la memoria, si sa, è ancorata ai princìpi e i francesi, ultimamente, sembrano non curarsi troppo del proprio buon nome.
Così all'Italia resta l'obbligo di salvare migliaia di vite disperate e ai nostri partner stranieri solo qualche lacrima di coccodrillo da sbattere in prima pagina sui quotidiani.
Ma il volgare esempio francese o l'equivoco comportamento inglese, che manda la sua flotta a raccogliere i migranti nel Mediterraneo e poi li sbarca non a Southampton o a Brighton ma a Taranto lavandosene le mani, sembrano trovare terreno fertile nelle dichiarazioni e negli atteggiamenti di molti altri leader.
Tra questi il nostro neo presidente, Giovanni Toti.
Sia chiaro, questo editoriale non vuole essere una critica al nuovo inquilino di piazza de Ferrari: anche lui fa i conti con le sue risorse e il suo elettorato, specialmente quello leghista, particolarmente avido di soluzioni al fenomeno. Però, e mi spiace constatarlo, nel dire no all'equa distribuzione degli immigrati nelle diverse regioni italiane, Toti, Zaia e Maroni si macchiano dello stesso inaccettabile comportamento di Hollande. Se anche sul nostro suolo patrio non siamo in grado di mostrarci solidali tra di noi, perché mai dovremmo indignarci se Parigi chiude le frontiere? Gli extracomunitari che sbarcano a frotte sulle coste siciliane dove dovrebbero stare, in Sicilia? E se sbarcano a Lampedusa i sindaci di Pachino o Siracusa possono rifiutarsi di accoglierli?
In un momento di grave emergenza internazionale abbiamo riscoperto, per la milionesima volta, che l'Unione Europea è una farsa retta solo dalle banche e dalla moneta unica; non vorrei dovessimo riscoprire che anche l'unità italiana è una farsa, retta da una retorica ottocentesca alla quale, ormai, non crede più nessuno.

Domenica 14 giugno 2015 alle 11:00:06
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