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Ultimo aggiornamento ore 20.00 del 25 Aprile 2018

Primarie, ora la sfida è aperta

Ma il vero rischio è il flop di elettori

Primarie, ora la sfida è aperta

- Con la candidatura di Sergio Cofferati alle primarie del Partito Democratico per le elezioni a Presidente della Regione, la corsa alla massima carica ligure si fa più chiara.

Corsa a due - Indipendentemente da altri concorrenti è indubbio che il peso politico di Raffaella Paita (assessore regionale, candidata della prima ora) e dello stesso Cofferati, porteranno a un testa a testa che sarà anche una sfida, se vogliamo anche un conta, delle due anime del partito.

Paita - Al di là dei programmi, di cui sarà poi opportuno, per tutti i candidati, un ampio approfondimento, Raffaella Paita rappresenta il "renzismo" in modo totale, perfino estetico. Giovane, bella, rampante, con un piglio deciso, Paita è sulla scena ormai da diversi anni: non è una "renziana" della prima ora ma la sua adesione alle proposte del giovane primo ministro (di cui Paita è quasi coetanea) appaiono sincere e non dettate da calcolo.

Cofferati - Non potrebbe essere più diverso, ed è forse giusto così, il suo principale sfidante: Sergio Cofferati è un leone politico di lunghissima durata. Con i suoi 66 anni è di 26 primavere più anziano di Raffaella Paita: già segretario della Cgil, come da tradizione si è poi spostato politicamente nel principale partito di centro sinistra. Sindaco di Bologna tra il 2004 e il 2009, noto per avere governato con un inatteso pugno di ferro sui temi della sicurezza è, dalla fine del suo mandato di primo cittadino, parlamentare europeo.
Oltre all'età e al percorso politico, Cofferati è chiaramente un oppositore naturale del renzismo: da ex segretario della Cgil avrà senza dubbio rabbrividito ai numerosi attacchi sferrati da Matteo Renzi a Susanna Camusso e, in più in generale, le posizioni centriste del new deal democratico appaiono lontane dalla sinistra interna del Pd a cui Cofferati appartiene.

Il rischio astensione - Come finirà questa battaglia è difficile da prevedere: i meccanismi che si metteranno in funzione da qui al 21 dicembre (data strana davvero per una consultazione politica) sono potenti e complessi. Il vero rischio, in un momento di profondo distacco tra politica ed elettorato (acuito a Genova dalla recente alluvione), è un gigantesco flop dei partecipanti. Potrebbe accadere, come è parzialmente successo alle primarie per eleggere il candidato Sindaco, che portando quattro amici al seggio si vinca la consultazione. Se i numeri fossero, ancora una volta, marginali rispetto al corpo elettorale del partito sarebbe a quel punto inevitabile un più complessivo ragionamento sull'istituto delle Primarie.

Domenica 9 novembre 2014 alle 11:45:02
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