Notizie cronaca genova Liguria News Genova Post Sanremo News Riviera Sport Savona News Savona Sport Città della Spezia La Voce Apuana
LA REDAZIONE
telefono redazione 010 8935042
fax redazione 010 8934973
Ultimo aggiornamento ore 08.00 del 20 Giugno 2018

Rabbia e moralismo. Il giorno dopo Genoa-Siena

Rabbia e moralismo. Il giorno dopo Genoa-Siena

Genova - Il Genoa ed i suoi tifosi al Ferraris si ritroveranno solo nella prossima stagione, sperando che oltre al luogo anche la categoria possa essere la stessa. In virtù delle sanzioni inflitte al club dal Giudice Sportivo dopo la sospensione della partita di ieri contro il Siena Frey e compagni giocheranno a porte chiuse le ultime due casalinghe contro Cagliari e Palermo. Un primo provvedimento seguito nel pomeriggio dalle undici diffide emesse dalla Questura nei confronti di alcuni esponenti più in vista del tifo rossoblu che hanno pesantemente contestato la squadra spostandosi dalla Gradinata Nord ai distinti, scandendo cori contro giocatori e presidente e facendo esplodere alcuni petardi. Questi sono i fatti, nonostante da ore Genova sia al centro delle cronache mediatiche nazionali quasi come quando Ivan Bogdanov e gli hooligans serbi seminarono il panico dentro e soprattutto fuori lo stadio cittadino. Qualcuno oggi ha parlato addirittura di 'scontri' che non ci sono stati e ‘città messa a soqquadro’ nonostante l’unico vero fatto di cronaca abbia riguardato il ferimento di uno steward, fatto questo da condannare ma del quale pochi hanno parlato. L’attenzione è stata tutta dedicata agli ultras che per quarantacinque minuti hanno obbligato Tagliavento a sospendere la partita, pur senza invadere il terreno di gioco, che hanno chiesto ed ottenuto le maglie dei giocatori e che già da questa sera inizieranno a pagare con il daspo che per cinque anni gli impedirà di avvicinarsi a qualunque manifestazione sportiva in Italia.
Persone ben note alle forze dell’ordine perché molto in vista fra il pubblico del Genoa, quelle che fanno cantare la gente durante le partite, organizzano le coreografie, promuovono iniziative benefiche o si fanno trovare pronte quando c’è da dare una mano in situazioni particolari, vedi l’alluvione nello spezzino e alle Cinque Terre ad ottobre o a Genova quindici giorni dopo. Ultras che da ieri pomeriggio sono ‘bestie’, ‘delinquenti’ o più comunemente ‘la parte malata del calcio’ anche se ultimamente risulta difficile trovarne una sana.
Se la protesta di ieri è stata indubbiamente sopra le righe, fragorosa e probabilmente inutile, allo stesso tempo è sembrata esagerata la reazione sdegnata di un’opinione pubblica che dai vertici del pallone fino al mondo politico sembra interessarsi a certe problematiche solo in casi come questo, ripescando le ‘pene esemplari’ o le ‘leggi più severe’, ‘il modello inglese’ o più semplicemente la ‘follia ultrà’.
Cose lette o sentite anche all’indomani di Italia-Serbia o di Genoa-Milan giocata a porte chiuse nonostante i sostenitori rossoneri fossero provvisti di tessera del tifoso. Lo stadio Ferraris, le regole e le leggi sono sempre le stesse, eppure ieri il gruppo dei contestatori praticamente indisturbato ha attraversato tornelli e pesanti porte di ferro arrivando a pochi metri dal terreno di gioco, nonostante gli steward e le forze dell’ordine.
Da qualche tempo la sicurezza all’interno degli stadi è delegata alle società ma con scarsi risultati dato che i nostri uomini con le pettorine fluorescenti a differenza dei colleghi britannici sono malpagati, poco tutelati dal punto di vista assicurativo e soprattutto privi di alcun potere. Perché dovrebbero opporsi ad un gruppo di cento o duecento persone decise a raggiungere il proprio obiettivo?.
Quello dei contestatori rossoblu era interrompere la disarmante prestazione offerta dalla squadra, sottomessa da un Siena straripante e pericolosamente avviata verso la retrocessione. Hanno scelto il modo più brusco e meno condivisibile ma in fin dei conti senza alcun tipo di violenza come accaduto anche recentemente in altre piazze in Italia, interpretando probabilmente il pensiero di buona parte dello stadio seppur con un atteggiamento intimidatorio del quale pagheranno conseguenze pesanti.
Indignazione sportiva che ha avuto come risposta quella eccessivamente moralista di un calcio alle prese con lo scandalo del calcioscommesse, i dubbi sulle troppe morti improvvise e valori sempre più schiacciati dal business.

Lunedì 23 aprile 2012 alle 22:34:47
© RIPRODUZIONE RISERVATA


Notizie Genova


































Uffici redazione: Palazzo Ducale, primo piano del cortile maggiore
Piazza Matteotti 9, 16123, Genova - tel. (+39) 010 8935042 fax (+39) 010 8934973

Per la tua pubblicità su Genova Post sfoglia la brochure

Privacy e Cookie Policy

Liguria News