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Ultimo aggiornamento ore 21.25 del 20 Luglio 2019

«Non è una lotta, dobbiamo collaborare se vogliamo uscirne»: acceso dibattito tra Bucci e gli abitanti di Certosa | Foto | Video

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«Non è una lotta, dobbiamo collaborare se vogliamo uscirne»: acceso dibattito tra Bucci e gli abitanti di Certosa<span class=´linkFotoA1Articolo´> | <a href=´/fotogallery/bucci-a-certosa-per-parlare-di-demolizione-pile-10-e-11-698_1.aspx´ class=´FotoVideoA1´>Foto</a></span><span class=´linkFotoA1Articolo´> | <a href=´/videogallery/-c-e-un-pacco-per-il-sindaco-bucci-a-certosa-parte-una-gag-poco-prima-della-riunione-2254.aspx´ class=´FotoVideoA1´>Video</a></span>

Val Polcevera - Come preannunciato, alle 18.30 di oggi si è svolta la prima delle due riunioni previste tra il Sindaco-Commissario Marco Bucci, la Struttura Commissariale e i cittadini di Certosa per fare il punto sulla ormai quanto più prossima demolizione con esplosivo delle pile 10 e 11 di Ponte Morandi. La seconda riunione avrà luogo alle 20.30 al Centro Civico Buranello di Sampierdarena.

Le premesse - Questo pomeriggio - in sede di Consiglio comunale - Bucci ha rimarcato ulteriormente quanto affermato in mattinata, vale a dire che «il piano di demolizione con esplosivo verrà illustrato nel dettaglio questa sera, ma non abbiamo intenzione di andare oltre venerdì 28 giugno per l'esplosione». Il Prefetto - dopo aver dato l'ok alle operazioni - ha comunque confermato che la data per la demolizione sarà decisa dal Commissario: il detonatore, invece, dovrebbe arrivare entro lunedì 24 giugno.

La prima riunione - Durante la prima assemblea - iniziata intorno alle 18.30 nel chiostro di San Bartolomeo, a Certosa - commercianti e residenti della zona hanno avuto modo di chiedere chiarimenti in merito a una situazione che, a quanto pare, continua a preoccupare tutti (e non poco). Le contestazioni sono state fin da subito numerose e accese, ma - nonostante alcune polemiche un po' più "forti" - la riunione tra la Struttura Commissariale e le centinaia di persone radunatesi nel chiostro alla fine si è svolta in maniera abbastanza pacifica.
«Abbiamo l'approvazione della Commissione, me l'ha confermato il Prefetto. Per la data dovremo aspettare che arrivi l'esplosivo: per ora il giorno previsto è il 28 giugno, ma potrebbe anticipare al 27 qualora fossimo pronti» ha spiegato Bucci questo pomeriggio, mentre il Consigliere delegato alla Protezione Civile Sergio Gambino non ha mancato di ricordare come, per quel che concerne la temporanea evacuazione delle case, «noi cerchiamo di arrivare a qualsiasi esigenza dei più deboli, ma voi dovete comunicarci al numero verde o alla mail - che già abbiamo reso noti - per specificare eventuali casi particolari».

I dettagli - Il giorno dell'esplosione - a partire dalle 6 del mattino - partiranno continuamente dei bus navetta da Fillak alta e da Fillak bassa, i quali porteranno verso i centri di accoglienza a cui ciascuna famiglia sarà stata assegnata. «I centri in questione saranno 8, ciascuno con una particolarità» spiega Gambino: «Sarà infatti necessario diversificare, ad esempio, chi ha gatti da chi ha allergie, chi ha cani da chi ha gatti, e via dicendo. Nel raggio dei 300 metri, inoltre, anche le macchine dovranno essere portate via: in questo caso sono stati predisposti dei parcheggi nei pressi dell'Ikea, da cui a sua volta partiranno - sia per portarle che per andarle a riprendere - altri bus navetta diretti ai suddetti centri». Pare, inoltre, che - in via puramente precauzionale - la Protezione Civile si stia adoperando per allestire anche delle brandine per la notte, in modo tale da essere preparati nel caso in cui dovesse presentarsi qualsiasi intoppo.
Per quel che concerne l'esplosione in sé, l'esercito ha assicurato che verranno usate le principali e più avanzate tecnologie esistenti, così da permettere un abbattimento tanto rapido quanto controllato delle pile. I detonatori utilizzati prevedranno degli sfasamenti minimi delle cariche al di fuori della struttura del viadotto, mentre la colonna d'acqua - che si alzerà immediatamente - mitigherà ulteriormente la questione. Tutto questo - oltre ai dati analizzati - è stato ampiamente provato all'interno della cava di Camaldoli.
In merito alla questione amianto, invece, è chiaro che il rischio dipende tanto dal tempo dell'esposizione quanto dal numero di fibre presenti in loco: sulla base dei dati analizzati, la valutazione del rischio - immaginando che le fibre fossero tutte libere e tutte respirabili (cosa che non è) - ha riscontrato come finora il rischio stesso, pur non essendo nullo, risulterebbe comunque estremamente basso anche senza la messa in atto delle opere di mitigazione.

Le spiegazioni - «Molti si sono chiesti perché per la demolizione in questo caso venga usato l'esplosivo e non le gru, come invece avvenuto per la parte ovest del viadotto» continua Bucci: «Stando al nostro team di esperti mondiali, la demolizione con macchine sarebbe quattro volte più rischiosa per la salute dei cittadini di quanto non sia l'esplosione. L'esplosione è l'opzione meno rischiosa possibile, ma per metterla in atto va affrontato un percorso per portar via - e poi riportare a casa - in sicurezza 3171 persone. La manovra sarà difficile, ma abbiamo un team fatto di persone tra le migliori al mondo. Sarà costosa, ma abbiamo chiesto e ricevuto dei fondi governativi. Soprattutto sarà necessario che tutti collaborino, perché la priorità ora è aiutare la città a tornare una grande città e aiutare i nostri concittadini di via Fillak e delle zone limitrofe a tornare a lavorare e a vivere. Senza queste tre cose non si può fare nulla». Sul fronte viabilità, inoltre, il Sindaco ha annunciato che corso Perrone sarà sicuramente percorribile, mentre non c'è ancora nulla di deciso per via 30 Giugno.

Intoppi - Purtroppo il detonatore arriverà in ritardo, cosa che causerà un lieve rallentamento della tabella di marcia, acuìto a sua volta dal fatto che per legge non sia possibile mettere in atto fare i lavori sopra ponte (come la sistemazione le piscine) e lavorare anche sotto. Il lavoro in sequenziale e i ritardi in questione hanno dunque costretto la Struttura Commissariale a posticipare le operazioni di tre giorni, ma stando a quanto afferma il Sindaco-Commissario «ora dobbiamo fare in fretta: ogni giorno di ritardo pesa sui cittadini, e questo non deve più succedere. Quel maledetto Ponte deve venire giù, e al più presto».

«Se fossi nei vostri panni, forse sarei più arrabbiato di molti di voi» conclude Bucci: «Probabilmente per me è più facile, perché per me questi sono panni e non realtà, ma proprio per questo vi ripeto che la cosa migliore da fare in questo momento è solo buttare giù il Ponte il prima possibile».

Martedì 18 giugno 2019 alle 20:15:06
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18/06/2019 - «C'è un pacco per il Sindaco Bucci»: a Certosa parte una "gag" poco prima della riunione



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