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Ultimo aggiornamento ore 19.30 del 20 Novembre 2018

Dalla zona arancione un grido di aiuto: «Ci ritroveremo il cantiere in casa, sarà sempre peggio»

SOSPESI IN UN LIMBO
Dalla zona arancione un grido di aiuto: «Ci ritroveremo il cantiere in casa, sarà sempre peggio»

Val Polcevera - «Siamo qui oggi per chiedere alle istituzioni di non abbandonarci. Le nostre istanze riguardano sostanzialmente il fatto di tenere in considerazione la situazione di chi si trova a vivere e a lavorare in una zona che sarà limitrofa al cantiere di demolizione e ricostruzione: le persone che sono lì si troveranno ben presto isolate e abbandonate, è questo il problema». Hanno esordito così i rappresentanti di abitanti e commercianti della zona arancione, presenti oggi in Comune per presentare all'amministrazione una richiesta che viene dal cuore: «Non dimenticateci».

Un limbo - «Siamo in un limbo: non siamo zona rossa, ma siamo comunque vicini all'area su cui ben presto sorgeranno i cantieri prima della demolizione e poi della ricostruzione». Nel primo giorno di rientro a casa per gli sfollati della zona rossa, abitanti e commercianti della zona arancione sono venuti a parlare con l'amministrazione comunale con il cuore in mano. Con loro han portato solo una richiesta di aiuto che viene dal cuore, che nasce dalla disperazione di essersi visti isolati dal giorno alla notte: una serie di istanze che nascono da tutte le difficoltà che il crollo di Ponte Morandi ha comportato per tutti. «La zona di fatto è già interdetta al passaggio: se non sei residente non puoi entrare. Via Campi, la parte di via Porro dal civico 5 a scendere e parte del Campasso non sanno che fine faranno. Sono chiusi in galera, con il rischio anche per la salute nel momento in cui verranno aperti i cantieri: le famiglie che hanno bambini come possono farli crescere tra le polveri e i detriti?». È un vero e proprio grido di aiuto quello che arriva dall'area limitrofa alla zona rossa: «Non siamo considerati zona a rischio, ma i disagi li abbiamo anche noi. E con l'inizio dei lavori sarà ancora peggio».
«L'accesso all'area è già difficoltoso ora, figuriamoci più avanti» raccontano i rappresentanti di abitanti e commercianti dell'area interessata, vittime un po' della stanchezza e un po' della disperazione. «Siamo isolati, lo sono sia le abitazioni che le attività commerciali. La zona arancione va intanto definita in maniera precisa, perché non abbiamo dei confini netti: che sia solo quella immediatamente limitrofa alla zona rossa o che si allarghi anche verso il Campasso poco importa». La richiesta è chiara: un aiuto per superare questo momento, la promessa di non essere dimenticati. «È chiaro» concludono «che la zona "abitativa" è più ristretta di quella "economica": lo ha ricordato anche il sindaco oggi. Sarà necessario comunque ampliare il raggio della zona arancione, perché le attività commerciali che stanno risentendo del crollo del Morandi non sono solo quelle immediatamente adiacenti la zona rossa. L'importante è che il commissario e l'amministrazione non si dimentichino di noi, ma per ora si sono dimostrati disponibili ad aiutarci. Abbiamo anche chiesto un indennizzo per chi decidesse di andare a vivere altrove, e in questo hanno dimostrato di essere pronti a venirci incontro».

La risposta di Bucci - «Chiederemo che la zona arancione venga definita dal commissario delegato all'emergenza - vale a dire al governatore Giovanni Toti - e da me in quanto sindaco, vale a dire dalle uniche due figure che hanno l'autorità per poterlo fare». Questa la risposta del sindaco Marco Bucci a margine dell'incontro con residenti e commercianti della zona arancione. Stando alle parole del primo cittadino genovese e commissario alla ricostruzione, in questo caso sarà anzitutto necessario «distinguere tra i confini di una zona arancione "commerciale" e quelli di una zona arancione "abitativa": poi per tutte e due questi gruppi di persone ci saranno degli indennizzi che possono essere di varia natura e che verranno definiti prima di Natale. Vorremmo poterlo fare prima, ma ora dobbiamo occuparci della zona rossa. Io comunque l'ho promesso e lo farò». Il sindaco ci tiene poi a ribadire che «nella zona arancione non nessun abbattimento, esproprio e nessun lavoro: queste cose sono previste solo per la zona rossa, non per quella arancione». Le risorse saranno tutte presenti nel Decreto legge, vale a dire nella trasformazione dell'attuale Decreto Genova in legge: «Al suo interno» conclude Bucci «l'unico riferimento alla zona arancione sarà comunque quello che già vi ho presentato: si dirà solo che l'area dovrà essere definita dal commissario delegato all'emergenza e dal sindaco, punto».

Il prossimo incontro è previsto intorno a metà novembre, quando (si spera) verranno ufficialmente definiti i confini della zona arancione.

Giovedì 18 ottobre 2018 alle 18:11:47
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