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Ultimo aggiornamento ore 20.20 del 22 Agosto 2019

Ponte Morandi, la toccante cerimonia per le 43 vittime: «Grazie ai soccorritori, sono la luce dell'amore»

Nell'area della Pila 9 in corso la Messa del cardinale Bagnasco per commemorare chi ha perso la vita un anno

commemorazione
Ponte Morandi, la toccante cerimonia per le 43 vittime: «Grazie ai soccorritori, sono la luce dell´amore»

Val Polcevera - «Noi continueremo a lottare con la stessa dignità, cercando la verità e il cambiamento in quella che è una vergogna per l'Italia intera perché noi queste 43 vittime non le dimenticheremo mai»: così Egle Possetti, presidentessa del Comitato dei parenti delle vittime che nel crollo del viadotto ha perso la sorella Claudia, morta nel crollo con i figli Camilla e Manuele di 12 e 16 anni e con il marito Andrea Vittone, 49 anni, che aveva sposato venti giorni prima. «Quanto accaduto è inaccettabile. Per la loro memoria dobbiamo accertare la verità". E "come cittadini non possiamo accettare che eventi di questo genere possano accadere. Non possiamo restare inermi, chiediamo un segnale concreto affinché i cittadini possano sentirsi tutelati. "La loro è stata una condanna a morte. Vogliamo giustizia perchè un paese democratico non può essere senza giustizia», ha concluso. Sull'altare anche il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti: «Oggi è il giorno del ricordo, del dolore e dell’orgoglio. Il ricordo è il primo affettuoso abbraccio di ogni donna e uomo della Liguria che va a chi oggi è qui e ha perduto un parente in quel tragico crollo di un anno fa. Vi assicuro che ogni giorno di questo anno abbiamo lavorato sodo per essere all'altezza di quello che facevamo, del vostro dolore e del ricordo di quella tragedia. Io credo che il dolore nei vostri cuori non si sanerà mai, e lo stesso è il dolore dell'Italia, che si può lenire solo con la verità. Ringrazio il Presidente Mattarella per la presenza fisica e non solo che ha dimostrato. L'orgoglio per quello che è stato fatto in un anno è davvero tanto: ringrazio tutti, abbiamo lavorato gomito a gomito e ce l'abbiamo fatta. Questo è l'orgoglio di una comunità, la Pila 9 è il simbolo che se si lavora insieme ogni sogno può diventare realtà». Infine è toccato al presidente del Consiglio Giuseppe Conte chiudere la cerimonia: «Un anno fa ero qua, attonito davanti alla tragedia che avevamo davanti ai nostri occhi: "Non lasceremo sola Genova" ho detto, e oggi posso dire che è vero. Pochi giorni fa il Morandi è sparito con la demolizione iniziata a dicembre e a giugno la prima gettata di cemento della nuova Pila 9 del nuovo Ponte ideato da Renzo Piano. Abbiamo fatto tanto, il Morandi è il simbolo di come dal dolore si può trovare la forza di rinascere. Ringrazio tutti quelli che hanno lavorato con me, perchè siamo riusciti a fare tanto: dovremo ancora fare molto, ma ce la faremo. La data per ora è aprile 2020: cercheremo di rispettarla, ce la stiamo mettendo tutta. Non smetteremo mai di invocare giustizia, ma oggi sentiamo che questo nuovo Ponte sarà il simbolo della rinascita dopo un dolore che non può fermare la vita». Il premier ha poi parlato di rinascita: «La buona Politica deve realizzare il bene dei cittadini, non ha il compito solo di rimediare, ma anche di agire in via preventiva. Con le infrastrutture ci stiamo impegnando per prefigurare meglio l'Italia che vogliamo e in cui vogliamo che i nostri figli vivano sicuri. Genova riparte così: da una comunità che tenendosi per mano è rinata e, dopo essere stata gettata nell'ora più buia, ha ritrovato la luce grazie alla speranza, speranza che ha saputo ridare a un Paese intero. Ho voluto indossare questa cravatta che mi avete donato un anno fa per dimostrare al mondo intero la forza d'animo di un Paese che non si lascia abbattere e continua a lottare per rinascere».

Omelia - «Genova è qui a un anno dal crollo di ponte Morandi a ricordare le 43 vittime del viadotto. Nel nostro cuore abbiamo ancora impressi quei giorni, un’Apocalisse improvvisa, come se tutto fosse piombato nel buio. Abbiamo stampato nell'anima una luce che ha sfidato l'oscurità di quei momenti funesti, che si è fatta largo tra le macerie alla ricerca di vita: è la luce dei soccorritori, spuntati da ogni dove come se fossero sempre pronti e operativi. È stato solo dovere? No, è stato anche amore. Da quelle macerie è nata la luce dell'amore insieme a tutto quel dolore: è la luce del sacrificio, che è l'altro nome dell'amore»: così il cardinale di Genova Angelo Bagnasco nell’omelia a un anno dalla tragedia che sconvolse la città con il viadotto crollato. Il porporato ha aggiunto: «Con grande rispetto vogliamo stringerci ai parenti e ai loro cari. Nella mente sono ancora presenti le immagini dei soccorritori spuntati in mezzo alle macerie. Il nostro grazie va anche a loro, perché hanno dimostrato l’anima coriacea di Genova a non abbattersi e la voglia di rinascere e ripartire». Bagnasco ha concluso il suo intervento ricordando il passato: «Tutti hanno vissuto il distacco da un ambiente familiare caro, hanno visto messo in crisi il loro lavoro: ma su tutto ha aleggiato la speranza. La demolizione delle parti rimaste in piedi del Morandi ha segnato il definitivo distacco dal passato e un passo avanti verso il futuro, a cui Genova è protesa e punta con forza per poter finalmente tornare a sperare in un futuro migliore. Se restiamo uniti, lavoriamo insieme e ci lasciamo abbracciare da Dio possiamo combattere e costruire un futuro migliore: sia così per il bene di Genova e del nostro Paese».

Chi sono - Le persone che non sono scampate al crollo del ponte alle 11.36 di un anno fa sono: Melissa Christiane Bastit, Giovanni Battiloro, Camilla e Manuele Bellasio, Francesco Bello, Matteo Bertonati, Cristian Cecala con la sua famiglia, la moglie Dawna Munroe e la figlia Kristal, Mirko Vicini, Admir Bokrina, Giovanna Bottaro, Elisa Bozzo, Alessandro Campora, Bruno Casagrande, Marta Danisi, Andrea Cerulli, Henao, Djerri, Giorgio Donaggio, Trujillo, Gerardo Esposito, Alberto Fanfani, Juan Ruben Figueroa Carrasco, Nathan Gusman, Vincenzo Licata, Anatoli Malai, Luigi Matti Altadonna, Munroe, Pastenes, Piccinino, Place, Claudia Possetti, Pouzadoux, Castillo, Roberto e Samuele Robbiano, Alessandro Robotti, Gennaro Sarnataro, Antonio Stanzione, Andrea Vittore, Angela Zerilli.


E’ iniziata con la lettura dei nomi delle 43 vittime la Messa celebrata dall’Arcivescovo di Genova Angelo Bagnasco nell’area dove sorgerà il nuovo ponte di Genova a un anno dal crollo del viadotto Polcevera.

Mercoledì 14 agosto 2019 alle 10:40:27
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