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Ultimo aggiornamento ore 15.35 del 25 Giugno 2018

La recensione: "La bellezza e l'inferno" di Roberto Saviano

La recensione: `La bellezza e l´inferno` di Roberto Saviano

- Non è facile descrivere e recensire un autore che ha dalla sua la pubblicazione di uno dei libri più venduti degli ultimi anni. Non un romanzo, non un giallo, non un saggio ma molto, molto di più. Saviano è l’autore di “Gomorra”, un libro che per molti è stato un brusco risveglio, un aprire gli occhi dopo anni che si è fatto finta di non vedere. Recensire “Gomorra” lo lascio a chi si sente in grado, a giornalisti e critici veri; io sinceramente non me la sento.
“La bellezza e l’inferno” è diverso, la seconda pubblicazione è sempre diversa. Rimanere sulla stessa lunghezza d’onda del primo lavoro sarebbe stato impossibile ma l’autore partenopeo è comunque riuscito a creare una bella raccolta, un’insieme di tutti gli articoli da lui scritti nel periodo post “Gomorra”. Molti ritengono questo genere di pubblicazioni come un modo per “far soldi” con poca fatica ma, vi assicuro, per questo libro non è così.
C’è la vita in questi articoli, il “giorno dopo giorno” di un giornalista e di uno scrittore ma soprattutto di un uomo che ha portato alla gente “la storia” della mafia e che ora è costretto a vivere blindato poiché la stessa mafia di cui a svelato l’operato gli ha promesso il “cappotto di legno”.
E’ ancora fresca l’emozione di aver potuto assistere ad un monologo, dello stesso Saviano al “Festival della Mente”, sulla giustizia: un’ora di silenzio indotto, forzato dalle parole e dal viso di un trentenne costretto all’esilio, parole talmente forti da sembrare insopportabili, talmente vere, ma tenute nascoste, da sentirsi di appartenere ad un altro mondo.
Scrive bene, racconta con forza umana, porta a tutti quello che “deve essere” di tutti. Dice che dobbiamo sapere, che l’opinione pubblica deve conoscere. Ci apre ad un mondo che sappiamo esistere, di cui sentiamo continuamente parlare ma che, in un certo senso, facciamo finta appartenga ad altre realtà e non alla nostra bella Italia. Eppure Saviano ci parla di Italia, di Napoli ma non solo.
La mafia è intorno ma soprattutto dentro, dove non pensiamo possa arrivare, dove pensiamo di essere al sicuro, protetti. Le parole che fanno più paura sono quelle che non vorremmo mai sapere, eppure ci dice che è proprio dall’interno delle istituzioni che “loro” possono fare quello che fanno, hanno il controllo e chi dovrebbe tenerci al sicuro è proprio chi è a libro paga dei clan.

Una emozionante serie di ritratti di uomini, luoghi e guerre che testimoniano di un presente terribile e feroce, che aprono uno squarcio su quella parte di realtà che troppi fino ad oggi non hanno avuto il coraggio di guardare in faccia. Dalle infelici terre inquinate dal crimine alle luminose praterie della letteratura, Saviano ci racconta quello che vede, quello che ha visto, ci racconta le mille miserie e i mille riscatti, ci racconta la materia terribile di cui siamo fatti, ci racconta "La bellezza e l'inferno".

“La Bellezza e l’inferno” è una sorta di continuum letterario: nel libro ci sono le storie della “bianca”, la cocaina, che da vicino è semplice polvere ma se guardata con gli occhi giusti vedi attorno a cosa ruota tutto il sistema economico mondiale. Ci sono storie di boss malavitosi e storie di scrittori, storie di uomini che combattono, coi pugni come Tatanka, con la macchina da scrivere come faceva Giancarlo Siani o con un microfono come Peppino Impastato. C’è il confronto con la mitologia cinematografica legata alla criminalità e c’è il cinema che influenza i ragazzi di Scampia (il mito di Scarface e Donnie Brasko), ma c’è anche il cinema che racconta, che “traduce” il suo libro, l’avventura a Cannes e il suo dietro le quinte.
E poi in tutte queste storie, nella trama c’è anche un pò di lui, c’è anche Roberto Saviano. La sua presenza deve essere il nuovo valore condiviso attorno a cui ruota la sua opera di giornalista e scrittore. Gli stessi occhi portati sul palco davanti a chi ha potuto vederlo e sentirlo parlare dal vivo, riprendono vita nel testo: difficoltà, rabbia, amarezza, ma anche entusiasmo, passione civile e letteraria ed allegria risaltano ad ogni pagina.
Lo vogliono far fuori, ma anche tenerlo così a distanza è un piccolo risultato per i boss che lo vogliono morto. Ma non si è arreso e lo dimostra ad ogni incontro, ad ogni parola scritta e detta: nelle sue parole si legge anche la paura e l’isolamento, sarebbe impossibile il contrario ma, soprattutto, esplode la voglia di far conoscere, di portare al mondo la verità.
-“Le parole non si possono fermare…”.

L’AUTORE:

E’ uno scrittore italiano. Nei suoi scritti, articoli e nel suo libro, Gomorra, romanzo d'esordio, usa la letteratura e il reportage per raccontare la realtà economica, di territorio e d'impresa della camorra e della criminalità organizzata in genere.
Dalle prime minacce di morte del 2006 da parte dei cartelli camorristici, denunciati nel suo "expose" e nella piazza di Casal di Principe durante una manifestazione per la legalità, Roberto Saviano è sottoposto a un serrato protocollo di protezione. Dal 13 ottobre 2006 vive sotto scorta.
Numerose le sue collaborazioni con importanti testate giornalistiche italiane ed internazionali. Attualmente in Italia collabora con L'espresso e La Repubblica, negli Stati Uniti con il Washington Post e il Time, in Spagna con El Pais, in Germania con Die Zeit e Der Spiegel, in Svezia con Expressen e a breve in Gran Bretagna con il Times.
Per le sue posizioni coraggiose è considerato un "eroe nazionale" da importanti scrittori e personaggi culturali del calibro di Umberto Eco.

TITOLO: “LA BELLEZZA E L’INFERNO”
AUTORE: ROBERTO SAVIANO
EDITORE: MONDADORI
PAGINE: 252
PREZZO: 17,50 €

Domenica 15 novembre 2009 alle 10:00:11
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